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Combatti il bullismo. Uno psicologo aiuta l’investigatore a contrastare il bullismo.

Spesso i genitori si accorgono che qualcosa in famiglia non va bene, ma non riescono ad identificare il reale problema del figlio adolescente. La Security & Courtesy Solutions chiede il supporto al dott. Davide Alberti Psicologo specialista dell’adolescenza realizzando una breve intervista.

Che cos’è il bullismo?

Il bullismo è un fenomeno sociale di grande rilevanza che può avere conseguenze molto importanti per lo sviluppo psicosociale di un ragazzo. Il bullismo è innanzitutto un fenomeno di gruppo; il gruppo dei pari, presente durante le manifestazioni del bullo, fornisce una cassa di risonanza che “accetta” e rinforza i comportamenti messi in atto. Immaginatevi una chitarra, il plettro è il bullo che, percuotendo le corde, genera musica solo se presente una cassa di risonanza che per la chitarra è il corpo mentre per il bullo il gruppo di pari. Anche se la caratteristica gruppale è solo un elemento che contraddistingue il fenomeno.

Ma che differenza c’è con una ragazzata o un atto criminale?

Analizzando la situazione da un punto di vista psicosociale; una ragazzata, come una scazzottata o un litigio fisico, non ha ruoli fissi, cristallizzati (come ad esempio succede nel bullismo), non è presente uno sbilanciamento di potere a priori e, a differenza di ciò che abbiamo detto prima, l’aspetto collettivo non assume quell’importanza di rinforzo e accettazione. L’atto criminale invece è caratterizzato da comportamenti che hanno un aspetto più antisociale, utilizzo di armi, minacce gravi o violenze a sfondo sessuale.

Va bene. Ma come possono le famiglie capire se il figlio sia vittima di bullismo?

Un’altra caratteristica del bullismo è che non si tratta di un singolo episodio isolato, ma di un comportamento organizzato, sistematico, in cui è presente una disparità di potere e il bambino vittima di bullismo subisce danni e violenze. Per la famiglia è importante riconoscere segnali e comportamenti che potrebbero indicare uno stato di disagio; ad esempio, frequenti ritardi a scuola (quando prima questi erano assenti), difficoltà ad addormentarsi, sono alcuni dei diversi comportamenti allarme o segnali a-specifici che potrebbero indicare situazioni di bullismo.

La scuola potrebbe fare qualcosa?

Sicuramente, considerando che il bullismo ha una forte componente gruppale, in parte si stanno attrezzando per affrontare il problema. Dal mio punto di vista, si potrebbero creare reti fra professionisti diversi che possano gestire il problema in essere ed intervenire preventivamente per evitarne in futuro, garantendo una supervisione dell’andamento della situazione. Esistono infatti strumenti e professionisti che possono contribuire a raggiungere questo obiettivo.

Come si può intervenire per aiutare le varie figure coinvolte?

Gli interventi devono identificare il problema, intervenire per tutelare le figure coinvolte e adoperarsi per prevenire nuovi comportamenti problema o atti di bullismo ulteriori. Inoltre è fondamentale considerare l’aspetto psicologico delle persone coinvolte (bambino che subisce, famiglia, bullo, gruppo dei pari), sono tutte figure che devono essere tutelate e protette. in definitiva, abbiamo gli strumenti e i professionisti che possono limitare l’insorgenza e l’intensità di questo fenomeno, bisogna solo adoperarsi perché ciò avvenga.

La Security & Courtesy Solutions ringrazia il dott. Davide Alberti.

Conclusione: È importante intervenire tempestivamente chiedendo il sostegno a soggetti competenti e con esperienza in materia.

 

La Security & Courtesy Solutions, quale società di investigazioni private è in possesso degli strumenti, delle collaborazioni e delle competenze idonee a supportare la famiglia in un percorso di contrasto al bullismo.

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