Ricercatori russi rivelano l’arma segreta della NSA: l’oltraggio al programma di spiare ogni personal computer è stato scoperto

  • La NSA è riuscita ad escogitare un metodo per nascondere software di spionaggio e sabotaggio molto in profondità all’interno dei dischi rigidi, secondo ricercatori del web ed ex agenti NSA.
  • Il gruppo di ricerca dichiara di aver riscontrato computer in 30 diverse nazioni affetti da uno o più di questi programmi spia.
    A seguito: “Che gioia sapere che Obama spia le mie email (e anche le tue…)”, (Marcello Foa, Il Cuore del Mondo);
  • I maggiori “casi infetti” sono stati riscontrati in Iran, seguito da Russia, Pakistan, Afghanistan, Cina, Mali, Siria, Yemen ed Algeria.
  • Le infezioni sono iniziate ad apparire nel 2001, ma sono impennate nel 2008, anno di elezione di Barack Obama.
  • Gli strumenti sono progettati per essere effettivi all’interno dei PC anche in assenza di connessione internet, e persino i produttori di alcuni dei dischi rigidi non sono consapevoli che tali programmi sono stati inclusi nei dischi.
  • Il lavoro delle spie rappresenta un serio avanzamento tecnologico, riuscendo a capire come installare software malevolo in quel codice oscuro, noto come firmware, che si avvia ogni qual volta avviamo un PC.

La National Security Agency (agenzia di sicurezza USA, responsabile di controllo ed analisi delle informazioni a livello globale) è riuscita a escogitare un sistema per nascondere software spia nei livelli più profondi di dischi rigidi, fatto che gli permette potenzialmente di monitorare e sbirciare nella maggior parte dei computer al mondo; anche quando non connessi alla rete Internet.
Il produttore di software di sicurezza moscovita Kaspersky lab sostiene di aver scoperto personal computer affetti da uno o più di tali programmi spia in 30 nazioni diverse. Per il maggior numero in Iran, seguito da Russia, Pakistan, Afghanistan, Cina, Mali, Siria, Yemen ed Algeria.
I bersagli includono istituzioni governative e militari, compagnie di telecomunicazioni, banche, compagnie energetiche, ricercatori nucleari, media e attivisti islamici.
Secondo Kaspersky la NSA avrebbe iniziato ad infettare computer dal 2001, e i suoi sforzi in questo senso sarebbero incalzati a partire dal 2008, elezione del presidente Obama.
Ciò “sorpassa qualunque cosa nota in termini di complessità e sofisticazione tecnica, ed è esistito per oltre due decadi” , sostiene Kaspersky.
Ciò che ancora più sorprendente è che neanche i produttori dei dischi rigidi siano coscienti che simili programmi spia sono stati installati, dal momento che NSA si sarebbe spinta fino a inviare alcuni agenti spacciandoli per sviluppatori di software, stando proprio alle rivelazioni di alcuni ex agenti dei servizi segreti, altrimenti dicendo alle ditte produttrici che il Governo aveva bisogno di eseguire controlli sulla sicurezza dei codici sorgente in uso sui propri sistemi.
Sempre secondo Kaspersky, ciò rappresenta un notevole exploit tecnologico, poiché il sistema della NSA consente di nascondere questi software malevoli nel “codice oscuro” chiamato firmware, che si lancia ogni volta che un computer viene acceso.
Il firmware del disco rigido è ritenuto da spie ed esperti di sicurezza reti come il secondo valore reale in un PC dal punto di vista di un hacker, secondo solo al codice BIOS, operativo dal primo istante dell’avvio di un PC.
“L’hardware è capace di infettare un computer illimitatamente”, ha sostenuto il capo della ricerca di Kaspersky Costantin Raiu in una intervista.
Nonostante i responsabili della campagna di spionaggio (ancora attiva) potevano facilmente assumere il controllo di migliaia di PC, consentendogli di rubare files e sbirciare tutto ciò che desideravano, le spie sono state selettive e hanno messo in funzione un controllo remoto completo solo su macchine di proprietà dei più ambiti bersagli esteri, sempre secondo Raiu. Stando a lui Kaspersky ha rinvenuto tali infezioni solo nei dischi rigidi di pochi computer di altissimo valore ed interesse.
L’azienda si è rifiutata di nominare pubblicamente la nazione dietro la campagna di spionaggio, tuttavia ha rivelato che essa è strettamente collegata a Stuxnet, l’arma cibernetica sotto controllo della NSA impiegata nell’attacco degli stabilimenti di arricchimento dell’uranio in Iran. La NSA è l’agenzia USA responsabile della raccolta di informazioni elettroniche.
Un ex impiegato della NSA ha rivelato a Reuters che l’analisi di Kaspersky è corretta, e che la gente che ancora lavora per l’agenzia di spionaggio ritiene questi programmi importanti quanto Stuxnet stessa. Un secondo ex impiegato ha confermato che la NSA ha sviluppato questa sofisticata tecnica per nascondere software spia nei dischi rigidi, ma ha anche detto di non essere al corrente di quali progetti di spionaggio se ne servono.
La portavoce della NSA Vanee Vines ha dichiarato che l’agenzia è al corrente del rapporto di Kaspersky ma preferisce non commentare pubblicamente.

Maggiori informazioni: http://bit.ly/2kcLcRA